Nel 2018 Milano Classica festeggia i 25 anni dalla fondazione, avvenuta nel 1993: un traguardo importante per una formazione che mira a conservare le preziose e versatili esperienze passate e a rinnovarsi per divenire un punto di riferimento sempre più importante per un vasto pubblico, dagli habitués di lunga data ai più giovani. Il luogo in cui i suoni di Milano Classica prendono vita è fra i più suggestivi di Milano: la meravigliosa Palazzina Liberty “Dario Fo e Franca Rame”, uno scrigno che fu già teatro negli anni sessanta delle geniali sperimentazioni di Dario Fo e che vanta un’acustica ideale per questo tipo di formazione. L’architettura elegante e le fini decorazioni sono perfette per ospitare quel Settecento, anche milanese, che fin dall’inizio è stato fra i cardini del repertorio dell’Orchestra.
Inserita in “Palazzina Liberty in Musica”, progetto culturale  promosso dal Comune di Milano con l’intento di rivalutare l’auditorium come epicentro della vita artistica e musicale milanese, Milano Classica affianca all’attività della propria orchestra l’organizzazione di una ricca serie di appuntamenti in cui vengono ospitate alcune tra le più attive realtà musicali del territorio.
Nuova linfa è stata data in termini di qualità e numero degli appuntamenti, grazie anche all’apertura verso il mondo dei giovani talenti e dei nuovi interpreti. Senza però rinunciare ai musicisti già molto noti al grande pubblico: la stagione 2018/2019, dal titolo “Geni Italiani” annovera nomi come Roberto Plano, Enrico Bronzi, Bruno Canino, Marina De Liso, Marco Beasley. Ensemble giovani, ma con un percorso già importante alle spalle, sono il Quartetto Indaco e le Cameriste Ambrosiane, che possiamo considerare come artisti “in residence” capaci di dare una nuova impronta e un’identità sonora nuova all’Orchestra e alla Stagione.Conservando la vocazione originaria di formazione in equilibrio fra grande repertorio, affrontato con un occhio di riguardo alle prassi storiche, e riscoperta di preziose rarità, Milano Classica intende sperimentare anche nuove forme di comunicazione del patrimonio musicale classico, dalla conversazione-concerto al coinvolgimento degli artisti in progetti sinestetici e video.
Il palinsesto è ricco e vario e l’orchestra, rinnovata e in costante evoluzione, ospita come protagonisti, come in passato, presenze d’eccezione, solisti di qualità e di prestigio coinvolti in una collaborazione che è sempre l’occasione di un vivo approfondimento interpretativo e stilistico delle partiture e di una crescita comune nella ricerca di suono, all’insegna insieme della professionalità e di un sempre rinnovato entusiasmo.
Si conferma il forte interesse per il repertorio barocco, spesso con la proposta di opere di rara esecuzione, unito all’attenzione alla produzione contemporanea; ritorna la presenza di molti artisti amici e delle formazioni stabili in residence, il Quartetto Indaco e le Cameriste Ambrosiane con le loro conversazioni-concerto; si ritrovano filoni già presenti nelle precedenti stagioni: con il repertorio tradizionale per orchestra da camera, riletture di opere nate per altri organici.
Ciò manifesta senz’altro una forte continuità con il passato, ma esprime nello stesso tempo un lavoro di trasformazione e di ricerca dedicato ad una sempre maggior individuazione del ruolo stesso di Milano Classica nella vita musicale, e in generale nella cultura, milanese.