#The Classical Experience

Multimediale, informale, multisensoriale. La nuova stagione di Milano Classica reinventa il modo di fruire la musica classica, in un’atmosfera lounge che trasfigura del tutto Palazzina Liberty Musica, danza, arte, racconto uniti a degustazioni, aperitivi e relax. Un’esperienza immersiva e seducente a contatto con i grandi interpreti del mondo musicale cameristico e sinfonico

Dedicata alla nuova generazione di ascoltatori di musica classica e non solo, grondante di proposte inedite e innovative, multimediali, multisensoriali e multi-target: così si annuncia la nuova stagione concertistica di Milano Classica, che accende i motori a settembre alla Palazzina Liberty Dario Fo e Franca Rame di Milano con un programma che punta lo sguardo verso la bellezza antica e riparte dalle radici per osare nuove sperimentazioni.

Sotto l’enigmatico hashtag #TheClassicalExperience, 38 serate, tutte le domeniche dal 22 settembre al 28 giugno, in una Palazzina Liberty totalmente trasfigurata, trasformata in un salone elegante e modaiolo dove comodi divani hanno sostituito le classiche poltroncine, corredati da tavolini illuminati da luci soffuse, su cui poter sorseggiare un drink. Una live performance a 360 gradi, che unisce sinergicamente musica, danza, racconto e le arti nella loro totalità. Il tutto all’insegna di una ferma volontà di rinnovamento delle modalità di fruizione musicale della musica classica, senza mai rinunciare ad un
altissimo livello della proposta artistica.

«Varcare la soglia dai battenti vetrati di un edificio storico e ricco di cultura come Palazzina Liberty, accolti da un clima di fervente curiosità, accomodarsi a un tavolino d’epoca attorno a un palco aperto a 360°, sorseggiare un ottimo vino mentre le luci si spengono. #TheClassicalExperience ha inizio. Abbiamo concepito un format appassionante di fruizione del concerto classico che avvicini gli spettatori al palcoscenico rendendoli protagonisti e aprendo le porte a quel pubblico di curiosi attratti dall’esperienza culturale, ma non abituati alle modalità tipiche delle sale da concerto – spiegano il Direttore Generale di Milano Classica Ernesto Casareto e il Segretario Artistico Claudia Brancaccio. – L‘esperienza inusuale da noi creata unisce il mondo della musica classica e chi è incuriosito da un‘iniziativa artistica originale e dalla vocazione internazionale simbolo oggi più che mai di una metropoli dalle tante identità».

La stagione sarà varata domenica 22.09 con la prima delle tre produzioni che vedranno coinvolto il giovane talento della bacchetta italiana, Beatrice Venezi, direttore principale del progetto #TheSymphonicExperience di Milano Classica. In questo primo appuntamento l’Orchestra sarà impegnata in un programma dedicato al Novecento di Ravel, Stravinskij e Bernstein.
Una stagione fuori dagli schemi convenzionali che “viaggia” liberamente tra suggestioni e itinerari incantatori, per proporre, stimolare e invogliare a vivere #TheClassicalExperience. Ecco dunque che l’ensemble Kemana (06.10) – seguendo la suggestione introdotta con il loro nome, termine indonesiano che è una sorta di “invitation au voyage” – si avventura in un’esplorazione di ritmi e paesaggi musicali di tutto il mondo, per incontrare la musica “di métissage” del percussionista camerunense Daniel Kollé, le note della capoverdiana Mayra Andrade, i ritmi jazz & blues di Simone Val Bonetti, le melodie dei sudamericani Ariel Ramìrez, Alfredo Le Pera, Carlos Gardel e Susana Baca.
Numerosi e di grande prestigio i solisti, come la virtuosa russa Valentina Lisitsa (15.03) che proporrà il Quinto Concerto “Imperatore” di Beethoven, la star del barocco Amandine Beyer (17.05), il flautista Giampaolo Pretto (17.11) e la pianista argentina Ingrid Fliter (21.06) che si esibirà nel Secondo Concerto di Chopin proprio nel giorno della Festa della Musica.
Ad inaugurare gli appuntamenti cameristici sarà il Trio Kanon (29.09) con un “incontro con gli artisti” dove – nell’interpretazione dei Trii di Brahms e Dvořák – musica e racconto si fondono in un’esperienza di divulgazione partecipata. E ancora il Quartetto Noûs (13.10), il Trio Quodlibet (3.11), il Quartetto Indaco (12.01 e 10.05), il duo Fabrizio Meloni, primo clarinetto alla Scala, e Takahiro Yoshikawa, virtuoso del pianoforte, che ci conducono nella sfaccettata Parigi della Belle Époque (22.03); il duo violoncello e pianoforte di Anatole Libermann e Chantal Stigliani (14.06), il quartetto di violoncelli Milano Cello Factory (31.05) e il quintetto di ottoni Wacky Brass (10.11). È inoltre prevista una “paganiniana” in due appuntamenti, a cura dei Solisti di Milano Classica, ospite la violinista Ksenia Milas (27.10, 19.01).
In cartellone pianisti di livello internazionale come Vanessa Benelli Mosell (03.05), Maurizio Baglini, che propone nuovi percorsi interpretativi in Schumann (15.12), Roberto Prosseda (02.02), Andrea Bacchetti (29.03) con Mr. Bach’s European Journey, selezione dal suo nuovo album bachiano, e la diciottenne Ginevra Constantini Negri (23.02 e 07.06), appena nominata Alfiere della Repubblica Italiana per l’impegno nella diffusione del patrimonio pianistico italiano, ed entrata nella top 100 degli italiani “innovatori nella musica” secondo Forbes.
Raccontano il desiderio di offrire un approccio alternativo al grande repertorio classico i progetti che intrecciano la performance musicale con un filo narrativo o drammaturgico. La musica di J. M. Leclair è così al centro di Lo Stradivari Oscuro – Concerto con Delitto (20.10), con Marcello Scandelli, l’Orchestra Milano Classica e la partecipazione degli attori Marta Annoni e Gianni Coluzzi. Una produzione Milano Classica e Campo Teatrale che propone una serata ad alta tensione, tra atmosfere del genere “giallo” per celebrare un grande compositore di musica barocca. Tra un brano e l’altro, due attori accompagnano il pubblico tra i misteriosi risvolti della vita di Leclair, trovato ucciso a 67 anni, a fianco del suo inseparabile Stradivari.

E ancora Esperienza Mahler (09.02), un viaggio in compagnia di Alessandro Maria Carnelli, ideatore e narratore, con l’Ensemble Progetto Pierrot, alla scoperta di Gustav Mahler e del mondo della “Finis Austriae”: un’epoca gloriosa e decadente al contempo, apice e crepuscolo di una civiltà fra le cui pieghe possiamo ancora rintracciare i semi di ciò che siamo oggi. Le musiche della tradizione dell’Est Europa e la clownerie sono al centro del concerto East Side Story (01.12), che vedrà gli eclettici musicisti del Boz Trio dividere il palco con l’artista circense Daniel Romila, grazie ad una collaborazione con Parada Italia. Originario di Bucarest, la storia di Daniel, così come quella dei bambini di strada durante il regime Ceausescu, ha colpito molti, sin da quando ha cominciato a girare l’Italia con il gruppo nato dal celebre clown Miloud, fondatore di Parada. Dalla emarginazione al riscatto e alla riscoperta di sé, con una dignità ritrovata grazie agli strumenti del mestiere che animano e colorano il circo.
E se la “mescolanza” è la cifra artistica di questa nuova Stagione, ecco eventi che accostano stili diversi. Come il concerto con Dj set su capolavori del barocco proposto dal pianista e divulgatore Luca Ciammarughi e il dj del Plastic Andrea Ratti (05.05), o la serata che vede il primo violoncello del Teatro alla Scala, Sandro Laffranchini, dialogare con l’elettronica di Fabrizio Campanelli, autore di numerose colonne sonore per il grande schermo (08.12).
L’elettronica sarà protagonista anche nell’incontro con Matthieu Mantanus (24.11) che, seduto al pianoforte e grazie all’ausilio del computer, partendo dalla Cathédrale engloutie di Debussy, o dalla Danza del fuoco di De Falla, accompagnerà il pubblico in un viaggio poetico e iniziatico dove il suono dello strumento si fonde con acqua, aria, terra e fuoco, alla ricerca dell’etere.
Infine, sotto il segno della sinestesia, spazio alla danza con Russiyana (19.05), spettacolo di danze tradizionali russe, accompagnate dall’Orchestra Milano Classica. Un appuntamento che ci permette di scoprire le comuni radici di musiche russe apparentemente diverse fra loro, dal Čajkovskij della Serenata op.48 e del Lago dei Cigni fino al folklore autentico delle danze tradizionali. Filo rosso: la grande Anima Russa, un misto di passione esacerbata, humour nero, Nostalghia, sguardo fatalista e una benefica dose di artistica follia.
E sempre con la danza si mescola “Bianco e Nero” (01.03), recital tradizionale e sperimentale performance in cui il corpo del danzatore, Giulio Galimberti, dialoga con quello del pianista Francesco Libetta su musiche di J. Brahms, R. Wagner, G. Testoni, S. Bussotti, due coppie di compositori dalle estetiche così lontane da apparire inconciliabili. Proprio come il bianco e il nero.